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Come allevare il fagiano dorato

Come allevare il fagiano dorato

Il fagiano dorato è una specie ornamentale molto pregiata per via della variopinta livrea del maschio. Che vogliate allevarlo all’aperto o in una voliera, vi proporremo qualche informazione fondamentale per prendervene cura, comprese alcune indicazioni sull’alimentazione e la riproduzione.

Origini e habitat del fagiano dorato

Il fagiano dorato è una specie che a partire dal sud ovest della Cina si è diffuso anche nel resto del mondo. Grazie al piumaggio colorato è diventato una razza ornamentale molto ricercata. È un animale che solitamente preferisce vivere in ambienti collinari ricchi di arbusti, ma che sa adattarsi anche ad aree di sottobosco e a temperature più rigide.

Piumaggio e altre caratteristiche fisiche

Il suo nome già la dice lunga sulle peculiarità fisiche del fagiano. La caratteristica principale infatti è il piumaggio della testa e della nuca nel maschio adulto: lucido, di color giallo-aranciato, dorato per l’appunto! Queste penne poi ricoprono un ruolo importante in fase di corteggiamento in quanto vengono sollevate per attirare l’attenzione della femmina.

Spiccano anche altri colori come il rosso acceso del petto e del ventre, il verde metallizzato del dorso, le ali dalle sfumature blu e la lunga coda marrone e nera. Esiste tuttavia una selezione di origine tedesca che si contraddistingue per la livrea totalmente gialla e nera. Completano le caratteristiche del maschio l’occhio dorato e le zampe speronate.

La femmina invece presenta un piumaggio bruno-giallastro (come quello dei pulcini), l’iride scura e una coda più corta.

Comportamento del fagiano dorato in cattività

Il fagiano dorato si adatta bene a vivere sia in voliera che all’aperto in giardino, salvo che, in questo secondo caso, bisognerà impedirgli di volare via o di saltare al di là della recinzione.

Detto ciò, ricordate che più spazio gli metterete a disposizione, più il fagiano si dimostrerà socievole! Per natura questo animale cerca di nascondersi tra i cespugli, tant’è che anche eventuali posatoi dovranno essere piazzati in zone isolate. Concedendogli invece spazio e cibo aumenterete le probabilità di socializzare.

Questa sua indole da lupo solitario viene meno quando si parla di corteggiamento e riproduzione. Il fagiano maschio infatti dedica molto tempo alla costruzione del suo piccolo harem di 2-4 femmine, verso il quale (fino ad accoppiamento avvenuto) si dimostra anche molto protettivo.

Le femmine, per salvaguardare la prole, possono dimostrarsi aggressive.

Alimentazione del fagiano dorato

Alla base dell’alimentazione del fagiano dorato ci devono essere granaglie di mais e frumento, mangimi bilanciati reperibili in commercio e tanta acqua fresca. Oltre a questa dieta principale, andranno fatte delle dovute aggiunte a seconda che i vostri fagiani vivano in giardino o in voliera.

Nel primo caso sarà necessario fornire ai volatili della verdura nei periodi in cui non riusciranno a procurarsela autonomamente dall’ambiente circostante.

Se avete optato per la voliera, i pennuti non riusciranno ad assimilare determinati nutrienti. Quindi oltre a verdure come cavolo o spinaci, dovreste fornire due volte alla settimana uova sode con tanto di guscio, utile anche per lo svezzamento dei pulcini. Con la riproduzione delle uova e la muta risulterà utile anche un pastoncino fatto con mangime per pulcini, latte ed integratori vitaminici da somministrare una volta alla settimana.

Riproduzione del fagiano dorato

La stagione della riproduzione va da fine marzo a fine maggio. Le femmine potranno deporre fino a 12 uova che andranno covate per circa tre settimane. La femmina tende ad allestire il nido nascosto tra i cespugli. Dentro una voliera sarebbe il caso di fornire una cassetta appartata per evitare che le uova non vengano covate (in tal caso si dovrebbe ricorrere ad un’incubatrice).

I pulcini impiegheranno circa 3 mesi per arrivare allo svezzamento completo. A partire dal secondo mese è opportuno integrare la loro alimentazione con dei miscugli di semi (frumento, miglio e scagliola).

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