Tacchino Nero d'Italia: caratteristiche e allevamento

15 Luglio 2021
Tacchino Nero d'Italia: caratteristiche e allevamento

Il tacchino nero italiano è una razza rustica e selvatica, di piccola taglia, che ben si adatta all'allevamento naturale in branco ed in spazi piuttosto estesi.

Presenti per la maggior parte in tutto il nord-Italia, ma originari in particolare dalla regione della Lombardia, i tacchini neri derivano con molta probabilità da un'antica razza francese, chiamata Noir de Solange, già presente nel mercato dalla fine degli anni Settanta del 1900, prima ancora dell'introduzione del tacchino Bronzato Americano.

Gli allevatori lombardi che lo hanno scoperto, hanno incrociato vari esemplari già conosciuti, per cercare di ottenere una razza di dimensioni più piccole e leggere, così da favorire un allevamento più rustico ed agile.

Hanno tarsi piuttosto corti, di colore scuro che va dal rosso bruno al viola, di livrea completamente nera e di pelle chiara. I tacchini più giovani si riconoscono perchè hanno le zampe nere, mentre negli adulti sono di colore rosso-viola. Il peso di un esemplare maschio va dai 4 ai 6 chilogrammi, mentre quello delle femmine varia dai 2.5 ai 3.5 chilogrammi.

Nell'aspetto, maschi e femmine sono molto simili, si distinguono in particolar modo nel periodo dell'amore, quando il maschio si gonfia per l'accoppiamento, cambiando il colore del capo in blu e dei bargigli in rosso acceso.

I tacchini neri sono esemplari adatti alla cova in generale. Le femmine producono in media un uovo ogni due giorni, nei periodi più caldi, fino ad arrivare ad un massimo di 10-12 uova. Dopo 28 giorni di cova, si assisterà alla schiusa.

Allevamento tacchino nero d'Italia

L'allevamento del tacchino nero d'Italia, come tutti i tacchini neri in generale, non richiede grosse imprese o particolari attenzioni. Questa razza è a suo completo agio in spazi rustici, preferibilmente estesi (considerate 25 mq a tacchino), da condividere con il gruppo o, se educati fin dalla nascita, anche con galline e polli.

Indicativamente, si considerano 5-6 esemplari femmine per ogni maschio. La convivenza con polli e galline è da evitare se le due specie non crescono insieme da subito perchè, essendo i tacchini animali sensibili, possono contrarre facilmente malattie virali o parassitarie dalle galline. Al contrario, avranno il tempo di maturare gli anticorpi necessari per favorire tale convivenza.

Non richiedono particolari ricoveri o trespoli per la notte, se si trovano in un terreno rurale li troverete al riparo di cespugli o appollaiti sui rami più bassi di qualche arbusto. Nel caso di bisogno però, si possono costruire dei trespoli rudimentali con assi di legno di recupero, in modo da favorire il loro riposo per la notte.

Il ricovero può essere organizzato artigianalmente, con assi di legno e dei giacigli di fieno per la cova. L'importante è considerare un metro quadrato circa, per ogni esemplare. Inoltre, non necessitano particolari di recinzioni, a meno che non siano da proteggere da attacchi di animali selvatici notturni (ad esempio volpi) o cani aggressivi: il tacchino è un animale fedele alla sua famiglia e al suo spazio domestico.

Se il terreno dedito al loro pascolo si presenta scosceso, non sarà un problema per il tacchino nero adattarvisi, anzi: questi animali rigenerano facilmente qualsiasi tipo di terreno, anche i più aridi o difficili al pascolo. Questo perchè il tacchino è un animale indipendente e selvatico, capace di procacciarsi da solo il cibo di cui ha bisogno, beccando il terreno e nutrendosi di insetti e vegetali che completano la sua alimentazione.

Sono però animali che necessitano di molte proteine, almeno un terzo del loro fabbisogno giornaliero, sia in età di sviluppo che da adulti, quindi generalmente più delle galline. Sarà buona norma per l'allevatore, far trovare vari legumi nel loro terreno di pascolo, spargendo lenticchie, fave e lupini.

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