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Come allevare la Volpoca: ricovero, gestione e alimentazione

Come allevare la Volpoca: ricovero, gestione e alimentazione

L'anatra Volpoca Tadorna Tadorna è una specie diffusa prevalentemente nell’Europa Nord-Occidentale e in Asia (Cina, Giappone e laghi della Siberia). Si tratta di una specie migratoria che sverna principalmente in Russia, Turchia, Iran, Grecia e Nord Africa. È una specie che preferisce le zone con clima mite semi-arido e marittimo ed evita zone boreali e sub artiche. Nella parte occidentale del suo habitat non si allontana, in generale, più di 1 o 2 km dal mare.

Nonostante sia una specie gregaria, durante il periodo riproduttivo diventa molto territoriale e difende il nido con grande impeto, attaccando eventuali estranei. Deve il nome al fatto che nidifica quasi esclusivamente in cavità, sia a terra (specialmente tane) che sugli alberi, mentre molto più raramente all’aperto. Il nome Volpoca le è stato attribuito perché, per via delle dimensioni considerevoli e della protuberanza sul becco, un tempo si pensava che fosse un’oca che faceva il nido nelle tane delle volpi: la Volpoca è infatti l’unica anatra che fa il nido in cunicoli e anfratti del terreno e degli argini.

Volpoca caratteristiche

La Volpoca (Tadorna Tadorna) è caratterizzata dalla livrea, che sembra bianca e nera a distanza, e dalla mole, molto vicina a quella di un’oca. La caratteristica testa e il collo nero-verde, che contrastano nettamente con le altre parti del corpo prevalentemente bianche sono presenti nella volpoca maschio e femmina indistintamente, ma il maschio possiede anche il caratteristico “bernoccolo” prominente color rosso acceso alla base del becco, sviluppato soprattutto nella stagione degli amori. Infatti dopo l'accoppiamento generalmente il "pomo" si riduce. La volpoca femmina è più opaca rispetto al maschio con un’area frontale biancastra e strisce più diffuse sul petto. I giovani presentano faccia e gola biancastre, non hanno la banda castana, sono grigio spento nelle parti superiori, e posseggono un becco roseo e le zampe grigie.

Volpoca alimentazione

La Volpoca normalmente è una specie onnivora che si ciba prevalentemente di invertebrati, specialmente insetti, molluschi, crostacei ma anche di erbe, sementi e bacche. Si alimenta in gruppo in acque basse o nei banchi di fango ben umidi. In cattività si adatta ai normali mangimi ed alimenti bilanciati. Nel caso di uova schiuse in incubatrice, si può dare da mangiare un mangime primo periodo, dall'elevato contenuto proteico (va benissimo quello per i polli), magari integrando con camole del miele o della farina.

Volpoca allevamento

Essendo una specie protetta e della fauna autoctona la sua detenzione è disciplinata dalla Provincia di appartenenza. Detenerla senza autorizzazione e senza certificato di origine comporta un'ammenda penale, e precisamente, secondo l'art. 30 c. 1 lett. b della L.157/92, l'arresto da due a otto mesi o l'ammenda da 750 a 2.000 euro. Di conseguenza è opportuno informarsi presso l'ufficio caccia o fauna della propria provincia.

Solitamente per detenerle basta farne domanda e la provincia rilascia un permesso, un registro ed un codice. Gli animali acquistati ovviamente devono essere nati in cattività, muniti di anello inamovibile ed accompagnati dal foglio di cessione. Generalmente viene consegnato un registro nel quale devono essere registrate nascite, decessi e cessioni. I nuovi nati devono essere riportati sul registro e inanellati, con anelli propri nel caso si sia iscritti ad associazioni come la FOI (Federazione Ornicoltori Italiani), oppure con una sigla che viene assegnata dalla provincia stessa.

Una volta ricevuto il permesso per detenere gli esemplari di Volpoca, si potrà allestire un'area sufficientemente grande da destinare agli animali in modo che siano liberi di razzolare e muoversi. Il terreno in questione potrà essere recintato con una apposita rete zincata, magari rivestita in pvc. All'interno dell'area così delimitata, sarà bene allestire uno stagno o comunque una pozza d'acqua, indispensabile per l'alleamento delle Volpoche.

Nido volpoca

Poiché le anatre Volpoca in natura nidificano in tane abbandonate, hanno bisogno che le venga predisposto un nido a cassetta, sepolto per metà nella terra. Può essere sufficiente una semplice scatola di dimensioni superiori a 35 cm di lunghezza, 35 di larghezza e 35 di altezza, attrezzata con un tubo di PVC di 15 cm di diametro e lungo circa 30 cm posizionato nella parte frontale come uscita. La scelta di seppellire o meno il nido non pregiudica troppo il comportamento delle anatre: i nidi possono quindi essere solo appoggiati a terra, oppure completamente sepolti, con solo il tubo che esce dalla terra.

Bisogna prestare molta attenzione alla possibilità che il nido si possa inondare, soprattutto se viene interrato sotto il livello del suolo. In caso di pioggia, può rapidamente riempirsi d'acqua e causare l'affogamento della covata. Anche solo proteggere l'ingresso del nido con un piccolo muro di sabbia e ghiaia può essere un'espediente sufficiente per fermare il flusso di acqua.

Se non c'è possibilità di avere un piccolo laghetto per le anatre, è sufficiente una piccola vasca dove possano immergere la testa. Non avendo condotti lacrimali, utilizzano quest’acqua per inumidire e pulire gli occhi.

Le uova sono normalmente deposte a partire dalla prima metà di aprile. Sono ovali e di color crema, e dopo un periodo di circa un mese si schiudono, facendo nascere i piccoli. Quest’ultimi appena nati vengono condotti dalla madre verso la zona d'acqua più vicina dove gli viene insegnato, giorno dopo giorno, a nuotare e a nutrirsi. I piccoli diventano indipendenti dopo circa 2 mesi e raggiungono la maturità sessuale dal secondo anno di vita.

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